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Ogni anno in Europa circa 700.000 animali vengono uccisi nei laboratori per testare la tossicità delle sostanze chimiche: costretti ad ingoiare pesticidi, vernici, colle disinfettanti; ad inalare vapori chimici, a verificare sulla propria pelle e sui propri occhi la capacità corrosiva ed irritante di questi prodotti. Tutti gli animali utilizzati muoiono: uccisi dagli effetti dannosi dei test, oppure soppressi alla fine della sperimentazione. Tutto questo per ottenere risultati inapplicabili all’uomo perché ogni specie animale risponde in modo diverso alle sostanze con cui entra in contatto, così quello che risulta innocuo per un ratto, un coniglio, un cane o perfino per una scimmia può essere nocivo per l’uomo. Molte sostanze sperimentate sugli animali, ritenute sicure ed immesse sul mercato, si sono rivelate pericolose per l’uomo, solo per citare le più diffuse:
- Amianto : il ratto si è dimostrato 300 volte meno sensibile dell’uomo all’insorgenza del cancro per inalazione delle fibre d’amianto, ma nonostante questo rimane la specie più utilizzata nei test di inalazione
- Benzene: impiegato nei combustibili, nelle plastiche e nelle vernici è innocuoper il ratto mentre è altamente tossico per l’uomo
- Metanolo: rende cieche le persone ma non gli animali su cui è stato sperimentato.
Oggi è possibile verificare e conoscere gli effetti reali delle sostanze chimiche sull’uomo tramite metodi alternativi alla sperimentazione animale che forniscono risultati scientificamente affidabili e realmente applicabili all’uomo.
I test chimici sono cruenti per gli animali e pericolosi per la salute dell'uomo.
Eppure continuano
Il REACH
L’Unione Europea ha emanato una normativa denominata REACH, che prevede la regolamentazione delle sostanze chimiche e la verifica della tossicità di 30.000 sostanze, immesse sul mercato senza controllo e potenzialmente dannose per l’uomo.
Nel 2005, in vista dell’approvazione di questa normativa che prevedeva un massiccio utilizzo di animali (si stimava un numero di animali compreso tra i 12 e i 50 milioni) per testare le sostanze, la LAV si impegnò in una campagna finalizzata ad una modifica di tale normativa, per bandire i test su animali e prevedere l’uso di metodi alternativi, affidabili e sicuri. La posizione della LAV è riassunta nella "Piattaforma LAV sul REACH" .
Il REACH è entrato in vigore il 1 giugno 2007, alcune delle richieste della LAV sono state recepite, come, ad esempio l’obbligo di condivisione dei dati. Le industrie saranno obbligate a condividere i dati sulla tossicità in loro possesso e questo eviterà il reiterarsi di esperimenti e quindi comporterà il risparmio di migliaia di animali.. Ma molti sono i punti insoddisfacenti della nuova normativa. Infatti, sebbene il regolamento contenga principi in favore del ricorso ai metodi alternativi, questi non hanno trovato poi conferma nelle procedure di test che saranno utilizzati ai fini della verifica delle sostanze.
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