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Reclusione a vita? Le alternative
In moltissime città italiane, soprattutto del centro-sud, il "fenomeno" randagismo ha raggiunto delle punte insostenibili.
E' necessaria una strategia efficace che preveda canili e rifugi concepiti come luoghi per garantire un’accoglienza degna e limitata nel tempo ai randagi in difficoltà e non una detenzione a vita, incentivando quindi le adozioni e la sterilizzazione, che dovrebbe avere come obiettivo l’80% della popolazione canina e felina, indicato dagli esperti come punto di decremento.
Gli impegni prioritari e strategici comprendono:
- la sistemazione dei randagi presso famiglie e loro sterilizzazione
- l’educazione delle persone ad un corretto rapporto tra uomo e altro animale
- l’istituzione del cane di quartiere
- l'istituzione delle colonie feline.
Cane di quartiere
Libero e accudito

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Il cane di quartiere costituisce un’innovativa e interessante forma di adozione dei randagi. "Adottato" dagli abitanti di una zona o dai violontari di un'associazione per la tutela degli animali, può rimanere libero di circolarvi, ma gli sono garantite le cure fondamentali.
Colonie feline
Tutelati, ma liberi!

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Un aspetto decisamente importante della legge 281/91 è il riconoscimento e l’ufficializzazione delle colonie feline.
