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Uccise una gatta, giovane condannata a due mesi
- 24/05/2013
"Una condanna necessaria, per un'uccisione particolarmente efferata, peraltro commessa da una giovanissima ragazza": con queste parole la LAV commenta la condanna alla pena di 2 mesi e 10 giorni di reclusione, inflitta ieri dal Tribunale di Milano Sezione distaccata di Legnano, a una giovane donna “perché con crudeltà e senza necessità cagionava la morte di una gattina europea, di proprietà di una signora, gettandola con violenza sul bordo stradale, dopo averla prelevata dalla sua automobile, mezzo con il quale in seguito al tramortimento dell’animale, iniziava la marcia per investirlo." Il Giudice ha riconosciuto la giovanissima imputata colpevole del reato di uccisione di animali (art. 544 bis cp) condannandola anche al risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite: la LAV, assistita nel procedimento dall'Avv. Jacopo Cappetta del Foro di Milano, e la proprietaria della gattina.
Tutto è scaturito dalla denuncia della proprietaria della gatta. La ragazzina, vicina di casa della signora, è stata vista e riconosciuta da un testimone scendere dall'auto con la gatta in braccio, lanciarla contro il bordo della strada, e poi risalire in auto ed investirla.
"Simili atti di crudeltà non possono rimanere impuniti e va compiuto ogni sforzo per prevenirli favorendo la cultura del rispetto, in famiglia come a scuola - afferma Ilaria Innocenti, responsabile LAV settore Cani e Gatti - Un particolare ringraziamento va al testimone di questo fatto raccapricciante per averci aiutato a fare giustizia, dando prova di un alto valore civico".
Per approfondimenti: Maltrattamenti
Giustizia: animali ancora considerati "cose"?
- 02/05/2013
Ma veramente gli animali a livello giuridico possono ancora essere considerati “cose” ed “oggetti? Accade spesso: pensiamo ai cuccioli sequestrati e mandati all'asta come fossero "oggetti" da aggiudicare al miglior offerente o ai tanti osteggiati piani d'abbattimento decisi per animali considerati in esubero o perfino dannosi.
Ma questa non è l’unica strada percorribile, e soprattutto non è una strada che garantisce il rispetto e la tutela degli animali non più quali ‘res’ ma quali vittime di reato che non possono quindi essere consegnati al ‘miglior offerente’.
Leggi l'approfondimento su questo tema a cura del Dott. Maurizio Santoloci (direttore ufficio legale LAV) e dell’Avv. Carla Campanaro (responsabile ufficio legale LAV).
- Santoloci Campanaro Animali come cose
